Questa campagna elettorale più per i programmi dei candidati sarà ricordata per i duelli rusticani tra i vari polli nel grande pollaio Pdl...
Da un lato, c’è Nicola Cosentino. Dall’altro, Italo Bocchino. Ma non è una novità. Che i due esponenti di spicco del Pdl non si “amassero” si era già capito quando c’era da indicare il candidato alla presidenza della Regione. Dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto il sottosegretario all’Economia, candidato in pectore dei berlusconiani, il vicecapogruppo alla Camera del Pdl è stato il primo a sbarrare la strada a Cosentino. “E’ una candidatura politicamente inopportuna, Nicola deve farsi da parte”, tuonò Bocchino.
Parole che segnarono un solco profondissimo tra lui e il coordinatore regionale del Pdl. Ora la sfida tra i due si ripete sulla scelta dell’aspirante presidente della Provincia di Caserta. Ma stavolta Bocchino sta giocando la partita senza scoprire le carte. A Roma, per conto dei finiani, sta tirando la volata al coordinatore regionale dell’Udc, Domenico Zinzi. Eppure, Bocchino sa bene che il Pdl casertano ha rivendicato con forza la candidatura di un uomo di partito. E allora a cosa punta il vicecapogruppo alla Camera del Popolo della libertà? Presto detto. Il suo obiettivo è quello di assestare un altro colpo, forse letale, al tandem Cosentino-Landolfi, che guida il Pdl campano. Ci riuscirà? Chissà. La partita della Provincia di Caserta si è spostata sul tavolo nazionale. E sembra di capire che in queste ore, nei palazzi del potere romano, in gioco non ci siano solo le sorti del centrodestra in Terra di Lavoro. Il piatto è molto più ricco. Da Caserta potrebbe passare un accordo tra Pdl e Udc che riguarderebbe anche la prospettiva politica regionale e nazionale dei due partiti. Insomma, la vittoria di Bocchino su Cosentino (con la candidatura di Zinzi alla presidenza dell’ente di corso Trieste) aprirebbe due scenari: la riconciliazione tra Berlusconi e Casini; e l’indebolimento della leadership del Pdl campano. Così il deputato ex An colpirebbe due piccioni con una fava. Ma se Bocchino vuole mandare ko il suo “nemico storico”, Cosentino è tutt’altro che disposto a farsi mettere a tappeto. Spalleggiato da Landolfi e dalle truppe casertane, il sottosegretario sta preparando la contromossa. Oggi si riunisce di nuovo il coordinamento provinciale. E non è escluso che nel corso del vertice possa essere indicato il nome del candidato alla guida della Provincia. Si tratterebbe ovviamente di un berlusconiano. Tra i più accreditati, oltre ai parlamentari casertani (Sarro in primis), ci sarebbe quello del sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella. Politico e amministratore navigato, il primo cittadino normanno potrebbe essere la persona giusta per portare il Pdl alla vittoria elettorale, anche senza l’accordo con l’Udc. Ma la contromossa di Cosentino e dei suoi potrebbe essere tardiva. La partita è in corso di svolgimento a Roma. Attorno al tavolo ci sono Berlusconi e Casini. E la posta in gioco va ben oltre la Provincia di Caserta.
Parole che segnarono un solco profondissimo tra lui e il coordinatore regionale del Pdl. Ora la sfida tra i due si ripete sulla scelta dell’aspirante presidente della Provincia di Caserta. Ma stavolta Bocchino sta giocando la partita senza scoprire le carte. A Roma, per conto dei finiani, sta tirando la volata al coordinatore regionale dell’Udc, Domenico Zinzi. Eppure, Bocchino sa bene che il Pdl casertano ha rivendicato con forza la candidatura di un uomo di partito. E allora a cosa punta il vicecapogruppo alla Camera del Popolo della libertà? Presto detto. Il suo obiettivo è quello di assestare un altro colpo, forse letale, al tandem Cosentino-Landolfi, che guida il Pdl campano. Ci riuscirà? Chissà. La partita della Provincia di Caserta si è spostata sul tavolo nazionale. E sembra di capire che in queste ore, nei palazzi del potere romano, in gioco non ci siano solo le sorti del centrodestra in Terra di Lavoro. Il piatto è molto più ricco. Da Caserta potrebbe passare un accordo tra Pdl e Udc che riguarderebbe anche la prospettiva politica regionale e nazionale dei due partiti. Insomma, la vittoria di Bocchino su Cosentino (con la candidatura di Zinzi alla presidenza dell’ente di corso Trieste) aprirebbe due scenari: la riconciliazione tra Berlusconi e Casini; e l’indebolimento della leadership del Pdl campano. Così il deputato ex An colpirebbe due piccioni con una fava. Ma se Bocchino vuole mandare ko il suo “nemico storico”, Cosentino è tutt’altro che disposto a farsi mettere a tappeto. Spalleggiato da Landolfi e dalle truppe casertane, il sottosegretario sta preparando la contromossa. Oggi si riunisce di nuovo il coordinamento provinciale. E non è escluso che nel corso del vertice possa essere indicato il nome del candidato alla guida della Provincia. Si tratterebbe ovviamente di un berlusconiano. Tra i più accreditati, oltre ai parlamentari casertani (Sarro in primis), ci sarebbe quello del sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella. Politico e amministratore navigato, il primo cittadino normanno potrebbe essere la persona giusta per portare il Pdl alla vittoria elettorale, anche senza l’accordo con l’Udc. Ma la contromossa di Cosentino e dei suoi potrebbe essere tardiva. La partita è in corso di svolgimento a Roma. Attorno al tavolo ci sono Berlusconi e Casini. E la posta in gioco va ben oltre la Provincia di Caserta.
Mario De Michele
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