domenica 31 gennaio 2010

VERSO LE REGIONALI/De Magistris. «Bersani ritiri questo candidato, è processato per fatti gravissimi»

«L'Italia dei valori non può accettarlo, è tra i nomi peggiori che potesse uscire. Se resterà in campo, costituiremo una coalizione di emergenza democratica con chi ci sta. Tonino candidato? Non ne so nulla».
Serenella Mattera da "Il Riformista"
«Per noi non c’è nessun margine su Vincenzo De Luca». L’ex magistrato ed euro-deputato dell’Italia dei valori, Luigi De Magistris, lo va ripetendo da tempo. Perciò nel giorno dell’annuncio della candidatura del sindaco di Salerno per il Pd in Campania. chiede un intervento diretto di Pierluigi Bersani. Se il segretario non convincerà De Luca a fare un passo indietro, l’Idv – annuncia – è pronta a mettersi alla testa di una «coalizione di emergenza democratica».
Perché il no a De Luca? In generale nel Paese, ma nel Sud in particolare, per noi il filo conduttore è la questione morale. De Luca è tra le candidature peggiori che il Pd potesse presentare, date le sue implicazioni in processi per fatti gravissimi. Non vedo come l’Idv possa accettarlo.
Avete lavorato fino all’ultimo per un accordo? Che amarezza che il Pd dopo settimane di tribolazioni, dopo che dalla scorsa estate abbiamo indicato nomi e percorsi per una grande svolta, non sia stato in grado né privatamente né pubblicamente di spiegarci perché questo non vada bene. Gli avevamo chiesto nomi di discontinuità. Come in Calabria, dove non capiamo il rifiuto della candidatura di Filippo Callipo, che è un imprenditore di area moderata, una persona con la schiena dritta.
E adesso, c’è qualche spiraglio? Secondo me sì, ma deve essere Bersani in persona a occuparsene. Mi auguro che intervenga, chieda a De Luca un passo indietro, perché è molto positivo l’accordo a livello nazionale tra Pd e Idv, ma che non lo si trovi proprio in due regioni chiave sul piano della questione morale, è un segnale preoccupante.
In Campania state già studiando una candidatura alternativa? Si. Se non si trova un accordo col Pd, siamo pronti a fare una coalizione di emergenza democratica con altre forze del centrosinistra, come Sinistra e libertà e Rifondazione, che non potranno che convenire su questa voglia di cambiamento che c’è in Campania. In questo caso faremmo anche un appello a tutto il mondo dell’associazionismo campano, che è molto vivo, e allo stesso Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo (che presenta un suo candidato, ndr).
Si parla di una candidatura alla presidenza della Campania di Antonio Di Pietro. Non ne so assolutamente nulla. Lo apprendo da lei.
Ci sono altri nomi pronti? No, ma ci impegneremo nelle prossime ore per trovare una personalità adeguata, della politica o della società civile, che sia in grado di riaccendere la passione e l’entusiasmo del popolo campano, che non può passare da Cosentino a De Luca per ritornare a Cosentino o a De Luca.
De Luca e Cosentino sono dunque la stessa cosa? No, non sono la stessa cosa, perché Cosentino ha un’ordinanza di custodia cautelare per camorra. Però i fatti addebitati a De Luca saranno anche meno gravi, ma in base alle carte che ho potuto leggere ci troviamo di fronte a contestazioni gravissime. De Luca non può essere l’alternativa a Cosentino. Ma il candidato del Pdl è Stefano Caldoro, non Cosentino. Credo che sotto il profilo dei poteri forti cambi poco. Un sistema affaristico con propaggini anche di tipo criminale si radicherà nella Campania qualora dovesse vincere Caldoro, che continua ad essere l’alter ego di Cosentino. Ecco perché è ancora più grave la mancanza di sensibilità e di coraggio del Pd: si rischia di consegnare la regione a potentati del centrodestra molto vicini al crimine organizzato.
La candidatura di De Luca sembra segnare la fine del bassolinismo. Secondo me Bassolino è al tramonto.
Il sindaco di Salerno non è una figura di continuità. E infatti devo comunque riconoscere che Salerno è una città ben amministrata.
Qual è il suo giudizio su Bassolino? Ha avuto grandi luci all’inizio degli anni ‘90. Allora l’ho votato, poi non più. Perché ha lavorato male sul piano strutturale: quando si è trovato ad affrontare i nodi principali del lavoro, dell’ambiente, dello sviluppo economico, si è avviluppato sulla questione morale.

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