mercoledì 27 gennaio 2010

VERSO LE REGIONALI E PROVINCIALI/ L’accordo tra Pdl e Udc passa per la Provincia di Caserta

C’è chi aveva preconizzato una “notte dei lunghi coltelli”. Chi, invece, aveva previsto un accordo a tutto tondo. E chi, appellandosi a una cautela “doverosa in questi casi”, non ha voluto fare previsioni. In casa Pdl e Udc quella appena trascorsa è stata una “notte bianca” per dirla con Dostojevski. La giornata di ieri, infatti, non è bastata a sciogliere il nodo, che rischia di diventare gordiano, sul nome dell’aspirante presidente del Provincia di Caserta.Mario De Michele
In un turbinio di voci, indiscrezioni, parole dette e non dette la candidatura di Domenico Zinzi, coordinatore regionale dell’Udc, è apparsa prima una cosa ormai fatta, poi un’ipotesi remota, e successivamente un qualcosa di cui discutere ancora. Magari intrecciandola con l’intesa più ampia sul piano regionale. Fatto sta che proprio attraverso la risoluzione del “caso” Caserta sembra passare l’accordo politico complessivo (composizione della giunta regionale in caso di vittoria del centrodestra) tra Pdl e Udc. La corsa per la conquista dell’ente di corso Trieste come una sorta di crocevia dell’accordo, di viatico per una collaborazione più stretta e meno turbolenta rispetto agli ultimi sviluppi nei rapporti tra Berlusconi e Casini. E proprio i leader dei due partiti avrebbero avuto un incontro notturno (giusto per rimanere in tema) grazie al quale oggi potrebbero essere decise le sorti del centrodestra in Campania e a Caserta. Ma cosa avrebbe inasprito i rapporti tra Pdl e Udc che a livello regionale sono sempre andati d’amore e d’accordo? Il tempo delle mele sarebbe finito con la candidatura a governatore di Caldoro, leader del Nuovo Psi, a discapito di Cosentino, “deus ex machina” dei berlusconiani campani. Il passo indietro del sottosegretario all’Economia ha rimesso in discussione l’accordo siglato da Udc e Pdl in occasione delle elezioni provinciali (vinte) a Napoli, Salerno e Avellino. Quell’accordo, come ricordato più volte dallo stesso Zinzi, contemplava appunto che la presidenza della Provincia di Caserta spettasse al partito di Casini. E ovviamente Zinzi sarebbe stato il candidato del centrodestra. Ma poi lo scenario regionale è completamente mutato, e ha determinato un effetto domino sul piano provinciale. Anche su spinta del gruppo dirigente casertano, Cosentino avrebbe tirato il freno a mano per far recuperare al Pdl la visibilità e il peso politico perso con la discesa in campo di Caldoro. Ma da qui a parlare di una frattura insanabile tra i due partiti casertani ce ne passa. E, come dicevamo, forse già oggi, o al massimo entro questo fine settimana e l’inizio dell’altra, il patto d’acciaio tra Pdl e Udc potrebbe essere sottoscritto. Con il beneplacito romano di Berlusconi e Casini.

1 commento:

  1. A mio avviso Cosentino, Giuliano, Landolfi, Coronella, stanno giocando sporco....dopo che hanno disatteso all'impegno preso con l'udc, nessuno di loro ha il coraggio di candidarsi alla Presidenza della provincia di Caserta, si sono prontamente rifiutati. Sanno bene di non aver un radicamento territoriale provinciale necessario per una così importante investitura. Coronella, Giuliano e Landolfi non hanno nemmeno i voti necessari per essere eletti al consiglio comunale delle rispettive città di provenienza....a voi tutti l'ardua sentenza!!!!!!!

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